Alzati: la tua sedia ti sta uccidendo!

In passato, gli esseri umani dovevano cacciare i mammut e scavare alla ricerca di radici commestibili. In sostanza: dovevano muoversi per non morire di fame.
A noi, esseri umani del terzo millennio, bastano due passi fra il congelatore e il forno a microonde.

La nostra attività fisica è diminuita di due terzi rispetto ad appena 100 anni fa.

Ogni muscolo del nostro corpo, però, ha bisogno di 300 stimoli al giorno per svilupparsi e di almeno 200 per rimanere in forma 1. Dalla muscolatura dipende la salute dell’intero corpo. L’Istituto per la ricerca sull’apparato cardiocircolatorio e la medicina dello sport di Colonia ha sottoposto alcuni medici dello sport abituati a praticare attività fisica a un esperimento, tenendoli a letto per 9 giorni.
Risultato: la funzionalità dei loro organi è diminuita del 21% e le dimensioni del cuore si sono ridotte del 10% 1.
Tutto questo in soli 9 giorni!

La sedia come una stampella


Gli esseri umani non sono stati creati per stare seduti: nel corso dell’evoluzione abbiamo staccato le mani da terra, sollevato la testa, allungato le anche e disteso le ginocchia affinché, dopo milioni di anni, potessimo finalmente esplorare il mondo in posizione eretta.

Da circa 150 anni la sedia ci costringe a piegarci assumendo due innaturali angoli retti, immobilizzando lo scheletro e la muscolatura, inibendo la respirazione e facendoci perdere il solido contatto dei piedi con il terreno. I muscoli della schiena e degli arti inferiori si indeboliscono, il bacino diventa instabile, il rachide perde elasticità e l’apporto di sostanze nutritive ai dischi invertebrali viene ostacolato.
La muscolatura si atrofizza. Visto che progressivamente le nostre forze diminuiscono, siamo costretti a ricorrere sempre più spesso alla sedia, che diventa per noi una sorta di stampella.

Stare seduti, insomma, crea dipendenza.

[cs_cs_live_template cslivetemplate=”13637″ jsunwrap=”false” debug=”false”]

I danni della sedentarietà


Stare seduto per ore ogni giorno è dannoso per la tua salute. Stare seduto al lavoro ti fa male. Stare seduto dopo il lavoro ti fa male.
Stare seduti è dannoso quanto fumare, eccetto per il fatto che la lobby dei mobilifici probabilmente non è tanto potente quanto quella del tabacco.

Benché apparentemente impossibile, la posizione seduta sovraccarica la colonna molto più della stazione eretta ed è per questo causa di numerosi disturbi. Infatti, nei paesi industrializzati l’incidenza dei problemi alla colonna (lombalgia, sciatalgia, cervicalgia, cefalea mio-tensiva, discopatia, ecc) va dal 75 al 90%, contro il 7-18% circa dei paesi non industrializzati.

E questo è solo uno degli inevitabili e numerosissimi effetti collaterali e rischi della sedentarietà, tra cui emorroidi, scoliosi, cefalea, contratture muscolari, solo per citarne alcuni.

Non parliamo poi di quello che accade ai bambini, costretti sulle sedie, nelle scuole, fin dalla più tenera età.
L’Associazione Italiana Fisioterapisti lancia ormai da diversi anni un appello ai docenti: «Alle elementari metà dei bambini già soffre di lombalgia. I danni posturali alla colonna iniziati nella pubertà, se non corretti entro i primi 10 anni di vita, sono difficilmente trattabili. Per questo oggi il mal di schiena è diventato una vera piaga sociale».

Purtroppo la sedentarietà è un rischio subdolo, in quanto il danno non viene percepito mentre accade e per questo difficilmente ne si identifica la causa: infatti, pur avvertendo fastidi in posizione seduta, i sintomi più gravi si verificano successivamente, quando cioè utilizzeremo la colonna per muoverci e quindi quando il danno è già fatto.

La Soluzione


Uno standig desk si può improvvisare in modi creativi ed è di estrema utilità. Il Master Coach Daniele Vecchioni ci da un buon esempio!


Dopo anni trascorsi seguendo una vita letteralmente “sedentaria”, posso testimoniare in prima persona come tornare a muoversi e ad usare il proprio corpo e, inoltre, trovare un’alternativa alla posizione seduta durante il lavoro possa davvero fare la differenza e incidere enormemente nel nostro benessere.

Alzati quanto più spesso possibile dalla sedia, sgranchisciti le gambe, saltella, muoviti.
Cambia frequentemente posizione: abbandona mano a mano sempre più la sedia e prova a lavorare in squat (la naturale posizione di riposo dell’essere umano) o in posizione eretta. Riacquisisci la padronanza di questi schemi motori fondamentali (perché, come ci spiega Daniele Vecchioni in questo articolo, anche per stare in piedi occorre tecnica) e godi appieno del benessere che ti regaleranno.

Lo scrittoio per scrivere in piedi è oggetto di una vera e propria riscoperta. Provalo. Utilizzalo inizialmente per brevi periodi e vedrai che tenderai spontaneamente a prolungarne l’uso.

Abbandona appena possibile la tua postazione di lavoro e ti accorgerai che camminando si pensa meglio. Figurati correndo!


1 Ulrich Strunz “Forever Young” – Tecniche Nuove

Vuoi partecipare ad uno dei nostri prossimi eventi per approfondire queste altre tematiche fondamentali della corsa? Ti aspettiamo!

Scopri i nostri prossimi eventi
Informazioni sull'autore

Paola Dalla Vecchia

Facebook

Business & Digital strategist e Co-Fondatrice di Correre Naturale, ha rivoluzionato la sua vita grazie alla corsa. Dopo una vita passata da “accanita sedentaria”, ha scoperto il potere che la corsa e il movimento hanno sul benessere sia fisico che mentale. Ora desidera diffondere la cultura del running e del movimento naturale a quante più persone possibili, con l’obiettivo di portare nelle loro vite la stessa meravigliosa rivoluzione che ha provato in prima persona.

Comments

  1. Pingback: Stefano Gregoretti e Correre Naturale: l'amicizia nasce correndo. | Correre Naturale

  2. per la serie “alzati e cammina” – battuta a parte sono totalmente d’accordo.

  3. Da futura designer (spero) ho intenzione di impegnarmi in questo campo, in troppi progettano sedie comodissime, che ti fanno venire voglia di starci ore, ma si vedono pochi ambienti pensati per il benessere della schiena. Grazie per ispirarmi.

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.