BORN TO RUN – Nati per Correre

Correre non è facoltativo.

Voglio iniziare così, con questa frase che spero rimanga nella memoria di ogni lettore, perché è vera. Se sei un essere umano almeno.
Per noi correre non è facoltativo, non dovrebbe essere permesso di scegliere se correre o meno, e sono molto serio finchè scrivo questo.

Born to run, nati per correre, quante volte si sente questa espressione. Però, la si sente spesso rivolta agli atleti, a chi ha risultati in termini sportivi, indicando così il loro talento o la loro genetica. Tipo “i corridori kenyani sono nati per correre” o “quell’atleta è nata per correre”.

A parte che, chiunque corra ad alti livelli nell’atletica si è sottoposti ad anni di sacrifici e allenamenti per arrivare lì, e non trovo mai piacevole dare il merito alla genetica o al talento che, vi assicuro, influenzano davvero poco il risultato finale e, soprattutto, non contano nulla senza la costanza e l’allenamento.

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C’è poi un altro aspetto da considerare, che non solo “loro” sono nati per correre, ma lo siamo tutti. Esattamente tutti.

Tu, io, tutte le persone che conosci e incontri per strada o a lavoro, siamo nati per correre. Abbiamo tutti un gran talento per la corsa, è un po’, se vogliamo definirla così, il nostro superpotere.

Purtroppo molte persone oggi non sanno questo, hanno smesso di correre o forse non l’hanno mai fatto, salvo magari quando erano bambini. Purtroppo molte persone oggi non conoscono la vera corsa.

Pensano, tornando agli esempi di prima, che sia quella che vedono in TV, alle Olimpiadi o nelle maratone. Pensano che correre sia solo andare veloce e fare fatica.

Purtroppo oggi manca una cultura della corsa, che avvicini le persone alla sua vera pratica in modo sano e sostenibile.

Correre è per tutti

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perchè tutti siamo fatti per correre e il nostro corpo ne è la prova. Che tu corra o no possiedi un tendine d’Achille, una fascia plantare, un legamento nucale, che sono parti del corpo specificatamente evolute per il movimento della corsa, solo per nominarne alcune.

Ora magari credi di poterti permettere di non utilizzarle, di non correre, di negare la tua natura, ma non è così.

Madre Natura non hai mai preso in considerazione che l’essere umano smettesse di correre e molte delle problematiche di cui soffre l’essere umano moderno, e di cui magari soffri anche tu, derivano proprio dalla mancanza della corsa nella sua vita, e anche della mancanza di movimento in generale.

Continua a leggere allora se vuoi scoprire perchè sei fatto per correre e, ancora più, perchè non ti puoi permettere di non farlo.

La corsa all’inizio

        Oggi siamo abituati a considerarlo uno sport, ma la verità è che correre può diventare uno sport, ma non lo è a livello intrinseco. Per migliaia di anni gli esseri umani hanno corso, percorrendo chilometri sulle loro gambe, completamente liberi dall’idea di cosa fosse una gara di podismo o una maratona, e senza preoccuparsi minimamente di capire in quanto tempo riuscissero a percorrere una data distanza.

        Prima di essere uno sport, infatti, la corsa è molto di più: è una nostra forma di locomozione. Un essere umano infatti per muoversi nello spazio cammina, corre e scatta esattamente come un cavallo va al passo, al trotto e al galoppo.

        Ecco allora che la corsa diventa la nostra forma di locomozione naturale e privilegiata quando lo spostamento richiede una velocità maggiore rispetto alla camminata, ma un consumo energetico più efficiente di quello richiesto dallo scatto.

        Prima di auto, moto, treni e autobus, prima di aver appreso come addomesticare i cavalli e altri grandi animali, se un essere umano voleva spostarsi velocemente, fosse per cacciare, inseguire, fuggire, esplorare o portare un messaggio, doveva correre.

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        Non è un dettaglio da poco questo, perché la nostra abilità nella corsa non è arrivata senza sacrifici.

        Scendere dagli alberi, avventurarsi per le pianure e diventare bipedi è stata una vera e propria impresa che, a livello evolutivo, ha richiesto enormi cambiamenti, pericoli e adattamenti per il nostro genere, che ha scelto dunque di percorrere una strada diversa da quella di altri nostri cugini primati.

        Ciò nonostante, la conquista della stazione eretta ci ha fornito una serie di vantaggi fino ad allora sconosciuti nel mondo animale, e ha pienamente giustificato i sacrifici fatti.

        Tutto però non sarebbe servito a nulla se non avessimo avuto un mezzo valido con cui spostarci, ed è qui che entrano in gioco le nostre gambe. I nostri arti inferiori si sono dovuti fare interamente carico di tutto il nostro peso e della grande responsabilità della nostra locomozione. È proprio a questo punto che, forse, abbiamo iniziato a diventare davvero umani.

        Forti della nostra nuova posizione eretta, delle nostri mani prensili e delle nostre forti gambe, abbiamo iniziato a spostarci sempre più lontano, ampliando i nostri territori di caccia e raccolta, diventando a tutti gli effetti dei cacciatori-raccoglitori e prendendo sempre più possesso dello spazio che ci circondava.

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        Abbiamo così iniziato a camminare sempre meglio, a correre, a scattare quando necessario, affinando la biomeccanica necessaria a rendere questi gesti perfetti ed efficienti.

        Siamo diventati degli animali di resistenza, in grado di percorrere chilometri e chilometri ogni giorno, anche sotto il sole, e per più giorni di fila.

        I nostri piedi sono diventati lo strumento con cui abbiamo iniziato a esplorare il mondo, e la corsa, assieme alla camminata, il nostro unico e privilegiato metodo di spostamento.

        La corsa oggi

        Da forma di locomozione a inevitabile fonte di dolori, infortuni e frustrazione: com’è possibile?

        Oggi, infatti, più dell’80% dei runner al mondo si infortuna ogni anno proprio correndo.

        Pazzesco, no? È come se l’80% dei pesci si infortunasse nuotando o l’80% dei canguri si infortunasse saltando. E se fosse accaduto ai nostri antenati? Per loro avrebbe significato non mangiare: non se lo potevano permettere. Cosa sta succedendo oggi?

        Sta succedendo che gli esseri umani non sanno più correre e, soprattutto, non hanno più un corpo abbastanza forte per compiere e sostenere questo gesto.

        La quotidianità a cui molti di noi sono costretti fin da piccoli, la vita sedentaria che molti svolgono oggigiorno, ha plasmato i loro corpi non rendendoli più idonei al movimento, ma facendoli diventare invece fragili e goffi.

        Ed è per questo che, oggi, le strade sono piene di runner che corrono male e si infortunano. Molti di loro spesso smettono addirittura di correre, pensando che la corsa faccia male, che non sia naturale. Quello che non capiscono è che la corsa è assolutamente naturale, sono loro a non esserlo più!

        infortunio

        Oggi viviamo in tempi da esseri umani da zoo, purtroppo, e quello che voglio sia chiaro grazie alla lettura di questo articolo è che correre oggi più che mai può essere la pratica che ci permetterà di ritrovare la nostra salute, la nostra forma fisica e il nostro benessere.

        Siamo letteralmente nati per correre, tutte le nostre caratteristiche corporee favoriscono questa attività e i periodi in cui l’essere umano era al massimo della sua forza e forma fisica erano quelli in cui era costretto a percorrere chilometri ogni giorno.

        Basta osservare oggi alcune delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori rimaste per notare come i loro corpi siano prestanti, con muscoli e tendini forti e flessibili, e una capacità di resistenza degna dei migliori atleti. E non stiamo parlando di persone che si allenano per arrivare a questi risultati, ma di persone la cui quotidianità li porta a essere così.

        Mangiano in modo naturale, sollevano pesi, si siedono a terra o in accosciata, spostano e trasportano oggetti, si arrampicano, camminano e, ovviamente, corrono. In un solo giorno si allenano molto più della maggior parte di noi, e questo solo per vivere.

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        Inoltre è fondamentale iniziare a capire che quasi tutte le problematiche tipiche dell’uomo moderno, dallo stress, all’obesità fino ad altre patologie di cui sembra soffrire larga parte del genere umano dipendono in gran parte dal fatto che non stiamo più facendo, appunto, gli esseri umani.

        Che fare dunque? La soluzione è tornare a vivere come cacciatori-raccoglitori?
        Non necessariamente, bisogna però capire che c’è molto che possiamo imparare dal nostro passato, molto che possiamo integrare nel nostro stile di vita.

        Dobbiamo riportare i nostri corpi (e le nostre menti) a fare ciò per cui sono nati, che è poi ciò che li fa stare bene. Dobbiamo ritrovare un nostro equilibrio e una nostra naturalità.Non la corsa da competizione, però, non la ricerca disperata del tempo al chilometro o del personal best in gara. Ma la vera corsa, non quella fatta di dolori, frustrazioni e infortuni, ma di gioia e libertà.

        Un vero essere umano quando corre sorride, è rilassato, sta andando esattamente al ritmo dettato dal suo istinto e dalla sua respirazione, non è in affanno, non guarda il tempo.
        Egli ascolta la terra tramite i suoi piedi, gli altri suoi sensi si acuiscono, la vista non è offuscata dalla fatica, ma attenta e precisa, l’olfatto percepisce ogni odore, l’udito è vigile e la mente sveglia.

        È come se avesse dei superpoteri e, come abbiamo detto all’inizio, la corsa è proprio il nostro superpotere. Sono passati millenni, ma per il nostro corpo poco o nulla è cambiato e tutto questo, queste sensazioni, sono ancora lì a nostra disposizione, ma solo se sappiamo davvero correre. Solo se re-impariamo come muoverci, come respirare, come allenarci.

        Allora sì che la nostra natura di corridori si risveglierà, allora sì che impareremo a godere di ogni nostra corsa, che il nostro corpo e i meccanismi che lo regolano torneranno a funzionare al loro meglio, donandoci la forma fisica, la salute e il benessere che desideriamo e a cui tutti aspiriamo.

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        Per fare tutto questo oggi, riscoprire la vera corsa in un’era moderna, ho creato su queste basi una vera e proprio scuola di corsa, la Running School di Correre Naturale.

        Grazie a questo percorso di 12 settimane, migliaia di corridori hanno riscoperto che cosa vuol dire correre, hanno capito di essere davvero nati per correre, hanno espresso il loro talento e raggiunto i propri obiettivi.

        Molti di loro stavano proprio pagando il prezzo della visione sbagliata della corsa: dolore, frustrazioni, infortuni, ossessioni verso la velocità e il passo al chilometro.

        Seguire il metodo Correre Naturale li ha cambiati, ha cambiato la loro corsa e, come se non bastasse, ha migliorato anche le loro performance.

        Se hai capito anche tu che sei nato per correre e vuoi vedere quanto la tua vita può migliorare grazie a una pratica costante della corsa, il mio consiglio è di unirti alla nostra community e entrare anche tu nella Running School.

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