Il Diario di Allenamento: il miglior amico del runner

Oggi sono fin troppe le app, i software e le tecnologie che promettono di monitorare i nostri dati di allenamento e ci chiedono poi di condividerli. È difficile infatti che un runner oggigiorno non si trovi ad avere a che fare con i dati legati alla propria velocità, cadenza, tempo, distanza, battito cardiaco, VO2max e chi più ne ha più ne metta….spesso per paragonarli poi a quelli dei propri compagni di team o a quelli di grandi campioni dello sport, i quali però, loro malgrado, costituiscono un termine di paragone ambizioso e irrealistico per molti amatori, utile solo a creare confusione.

Tuttavia, ci tengo a sottolineare che non voglio demonizzare queste tecnologie, che sono invece utilissime in molti casi (ad esempio noi ne facciamo molto uso all’interno dei nostri percorsi di coaching) e rappresentano un validissimo aiuto messo a nostra disposizione dalla modernità, dal quale però dobbiamo stare attenti a non farci sopraffare. Purtroppo è quello che invece accade a molti: la cieca fiducia nella tecnologia li porta a perdere, poco alla volta, la capacità di ascoltarsi, di valutarsi, addirittura arrivando a credere davvero che possa essere un orologio a stabilire se possono permettersi o meno di sostenere un certo allenamento o se, invece, debbano riposare. Quasi come se questo oggetto fantomatico ne sapesse più di loro, su loro stessi.

Proprio perché vedo sempre più questa tendenza nella mondo della corsa, voglio quindi portare tutti i runner che mi seguono a fare un passo indietro e a rispolverare uno strumento prezioso, che in passato ha dato molto al mondo della corsa e che, sono sicuro, oggi può fare ancora di più: il diario di allenamento. Vero “segreto” di ogni coach che si rispetti (il mio stesso diario è il risultato della mia esperienza personale unita a quella dei più bravi coach che ho conosciuto e ho potuto studiare) il diario di allenamento è davvero il miglior amico del runner. Con lui ci si confida, a lui si può dire tutto senza essere giudicati, tiene traccia di ogni nostro progresso, di ogni successo o insuccesso, è la memoria degli anni che abbiamo dedicato a questa disciplina e, a suo modo, invecchia con noi. Come un amico ha il suo “carattere”, per come è impostato, per i parametri che ci richiede, per gli obiettivi che ci sprona a raggiungere: non è e non dev’essere, insomma, un mucchio di fogli bianchi. Ma soprattutto, il diario di allenamento ci mostra come davvero siamo e non come dovremmo essere, perché si basa su quello che noi gli diciamo.

Guardiamo innanzitutto questo video: è un utile inizio per comprendere l’utilizzo di questo strumento di allenamento che forse fino ad oggi non conoscevate o di cui magari avevate sottovalutato la potenza.

▸ Come impostare un diario di allenamento

Entriamo ora nel merito di ciò che significa praticamente tenere un diario di allenamento. Per come lo intendiamo in Correre Naturale, il diario è uno strumento flessibile, il cui scopo è quello di permettere al runner di avere un accurato resoconto dei suoi allenamenti e del suo stato di forma, giorno per giorno, costruendo un passo alla volta il percorso che gli permetterà di raggiungere il suo obiettivo.

Proprio per questo, il diario deve contenere una serie di parametri che possono essere incrociati tra di loro per eseguire importanti valutazioni e che devono essere indicazione tanto dello stato di forma quanto della salute del corridore. Se, dunque, non possono e non devono mancare i parametri classici riguardanti l’allenamento (come tempo, distanza, velocità, frequenza cardiaca, ecc. ), è altrettanto vero che questi vanno necessariamente integrati con una serie di informazioni collaterali che hanno lo scopo di contestualizzarli all’interno della vita del runner.

Sto parlando di elementi come:

  • lo stato di stress della persona;
  • il livello di energia pre e post allenamento;
  • la presenza o meno di fastidi o infortuni;
  • la metodologia di allenamento scelta;
  • il terreno di allenamento e, più in generale, l’ambiente in cui viene svolta la sessione (la stessa corsa fatta al tramonto sul lungomare o in centro città avrà due effetti completamente diversi)
  • ...altri.

Spesso non si pone la dovuta attenzione a tutti questi parametri, eppure se ci riflettete è chiaro che essi influenzano fortemente il nostro allenamento, il nostro stato di forma e la nostra salute. Dovremmo smetterla, infatti, di considerare gli allenamenti nella corsa come uno separato dall’altro, a compartimenti stagni, a volte uniti solo da una (rigida) tabella, come se non si influenzassero tra loro, come se, inoltre, non influenzassero e venissero influenzati a loro volta dalla nostra vita quotidiana.

Potete capire bene che, per esempio, se mi trovassi a svolgere un allenamento sulla distanza di 10 km ad una velocità di 4 min/km, da un punto di vista dei dati puramente quantitativi potrebbe essere considerato un buon allenamento, un successo. Ma andando ad analizzare più a fondo la situazione, potrei vedere che in realtà il mio stato di forma prima dell’allenamento era compromesso, magari a causa dell’allenamento del giorno precedente o di una giornata eccessivamente stressante a lavoro. Se mi fossi ascoltato, se mi fossi posto le domande giuste, avrei evitato lo stress ulteriore e poco salutare di un allenamento impegnativo e avrei piuttosto optato per una corsa rigenerante, che avrebbe giovato sia alla mia preparazione che alla mia salute e, di certo, anche al mio umore.

(...e se ancora non sapete cosa sia la corsa rigenerante cliccate qui). 

Così il diario diventa lo strumento fondamentale per imparare ad ascoltarci, a porci le domande e darci le risposte che possano guidarci verso l’allenamento migliore per noi, lo strumento indispensabile per la creazione di buone e sane abitudini che andranno nel tempo ad influenzare positivamente il nostro percorso e le nostre scelte. Ed è esattamente questo ciò che anche le migliori tecnologie non vi potranno mai dare: loro non vi conoscono, non sanno chi siete. E affidereste voi i vostri risultati a qualcuno che non vi conosce?

▸ Come NON deve essere un diario di allenamento

Di certo non dev’essere la copia della vostra app per gli allenamenti. Lasciate alla tecnologia fare il suo lavoro e voi fate il vostro! Continuate a utilizzare gli strumenti che avete, ma integrateli con l’uso del diario, utilizzateli come delle indicazioni utili, senza però permettere che vi definiscano. Un diario che si riduce ad essere uno sterile resoconto degli allenamenti settimanali non potrà mai fare la differenza.

Per questo motivo state alla larga da quei diari che non prendono in considerazione la parte più importante della vostra giornata: quella in cui non correte!

Ricordate sempre che non vi state allenando solo per la prossima gara, la corsa non è qualcosa da fare per sei mesi o un anno, ma per tutta la vita. E, soprattutto, è qualcosa da praticare in salute e benessere.

Un vero diario, per definirsi tale, non dovrà dunque essere eccessivamente “semplice”, non dovrà limitarsi a dati puramente quantitativi, ma dovrà dare spazio alla qualità, alle sensazioni e a tutti quegli elementi che possono influenzare i risultati e la scelta del corretto allenamento.

▸ Perché utilizzare un diario

“γνῶθι σαυτόν” era la scritta che capeggiava davanti al tempio di Apollo a Delfi. Significa “conosci te stesso” e ben riassume la saggezza degli insegnamenti di cui già gli antichi greci si facevano portatori. Ma non lo sto citando a caso, perché penso seriamente che la corsa, tra i suoi molteplici usi possibili, sia un ottimo modo per studiarsi, per arrivare davvero a conoscersi. E per chi ha perso la capacità di ascoltarsi durante la corsa e la voglia recuperare, o migliorare, è proprio il diario di allenamento lo strumento che più di tutti consiglierei in questo processo.

Tenere un diario come quello consigliato in Correre Naturale, infatti, ci pone ogni giorno davanti a una vera e propria analisi di noi stessi, indispensabile per capire e comprendere come e quali allenamenti svolgere per continuare a crescere, cosa evitare per non stressare ulteriormente il nostro corpo, quando riposare e quando spingere, come evitare gli infortuni e, soprattutto, come imparare a godere appieno di ogni corsa.

Perché ogni giorno in cui scriverete su quel diario che state “peggio” dopo una corsa, allora sarà un giorno in cui avrete sbagliato qualcosa. E se lo scriverete, nero su bianco, ve lo ricorderete, ve lo assicuro.

▸ Conclusione

Certo questo non è tutto, il diario di allenamento è solo una parte del grande puzzle, per questo nel metodo Correre Naturale utilizziamo, all’interno del nostro Diario, non uno ma ben tre quaderni: allenamento, quotidianità e obiettivi. Lo scopo è far sì che ognuno possa costituire un quadro completo nell’arco dei mesi, che possa aiutarvi a riassumere ed essere prova del percorso e dei progressi fatti. Perchè, quando imparerete ad ascoltarvi davvero, i progressi senza dubbio arriveranno e raggiungerete i vostri obiettivi con il sorriso sulle labbra!

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Informazioni sull'Autore

Daniele Vecchioni

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Ideatore e fondatore di Correre Naturale. Esperto di corsa e movimento formatosi con i più grandi esperti a livello mondiale, Triatleta, Personal Trainer e Preparatore Atletico, Dottore in Scienze Motorie. E ancora ex manager, MBA graduate e imprenditore, con i suoi progetti e le sue azioni vuole portare quante più persone possibile a sognare di più, imparare di più, muoversi di più, diventare di più e dare il meglio di sé, nello sport e nella vita.

Comments

  1. Grazie, coglie aspetti spesso trascurati nella corsa.
    In un linguaggio preciso e metodico atto a rendere la corsa salutare e praticata per tutta la vita.

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