La Bioenergetica della Corsa

La Bioenergetica della Corsa

“Tre cose sono necessarie per costruire e mantenere un sistema vivente: materiale, informazioni (pattern) ed energia. Non c’è vita senza energia.”Albert Szent-Györygi, The Living State (1972)

‘Sono sempre stato convinto che una conoscenza della fisiologia e della biochimica umana renda l’esercizio fisico più interessante per un runner. L’attuale boom della corsa (per alcuni quasi una droga, ma anche se fosse è l’unica droga salutare che conosco) rende necessario per il runner intelligente sapere di più riguardo al proprio corpo, quanto duramente si dovrebbe allenare, quando dovrebbe cedere alla fatica, quale dovrebbe essere la propria dieta e quali possono essere i limiti della sua performance’

– Sir Roger Bannister MD.

L’educazione alla bioenergetica di BTR è stata designata con lo stesso spirito dell’educazione alla biomeccanica BTR; con l’intenzione, cioè, di fornire una piccola isola di saggezza in una area paludosa notoriamente inondata di informazioni su diversi temi, come ad esempio l’allenamento o la dieta.
‘The Runner’ di Eric Newsholme e Tony Leech è stato il punto di partenza nella creazione del sistema bioenergetico di BTR e, nonostante la prima pubblicazione risalga al 1983, la conoscenza contenuta in questo piccolo libro e nelle sue 150 pagine risulta ancora molto attuale (come indica la prefazione di Sir Roger Bannister, citata sopra).

Di seguito possiamo trovare alcune immagini tratte da questo libro e la loro interpretazione.


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Correre una Maratona


Un corpo umano in salute contiene abbastanza glucosio (glicoceno) immagazzinato da poter fornire energia per approssimativamente 90 minuti di corsa.

Di conseguenza, il corpo deve utilizzare una forma alternativa di carburante in grado di generare energia per correre durate superiori. La scelta ricade sugli acidi grassi.

  • La gluconeogenesi da proteine strutturali è un opzione molto ‘costosa’ che il corpo cercherà di evitare quando possibile

Il “Muro”


Fino al 27esimo-28esimo chilometro, il corridore medio ha ossidato sia acidi grassi che glucosio.

Le riserve di glicogeno muscolare si sono ormai impoverite e l’ossidazione degli acidi grassi non può generare ATP al ritmo richiesto per mantenere l’azione muscolare e la velocità di corsa desiderate, di conseguenza il passo si riduce e il dolore aumenta.

Gli acidi grassi: un circolo vizioso


L’utilizzo gli acidi grassi come carburante è una strategia di ‘sopravvivenza’ disegnata per conservare abbastanza glicogeno epatico, in modo da prevenire l’ipoglicemia e mantenere la funzionalità del cervello.

Il moderato utilizzo del glicogeno a favore dell’ossidazione degli acidi grassi osservato in runner di lunga distanza molto allenati viene costantemente osservato in casi di shock, inedia, arresti cardiaci e diabete; esso è conosciuto con il nome di ‘Ciclo di Randle’.


Informazioni sull’autore

Lee Saxby

Lee Saxby è universalmente riconosciuto come uno dei coach di tecnica di corsa di maggior successo al mondo, l’uomo a cui ogni runner dovrebbe rivolgersi per trovare una guida nella ricerca della “corsa senza infortuni”.
Ha dedicato la sua vita a riconnettere le persone al loro potenziale biologico, per far loro provare la “vera” corsa, un movimento armonico, leggero e privo di dolore.

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